life malaysia sarawak kuching orangutan honeymoon

Ritorno a Kuching

31 Maggio

La sveglia suona presto anche oggi, visto che abbiamo l'appuntamento con la barca alle 7:30 per uscire dalla profonda foresta. Sembra strano, ma il Batang Ai Longhouse Resort non sorge su un'isola, ma è collegato da terra alla strada principale del Sarawak. Peccato che dal resort alla strada ci siano chilometri di fitta vegetazione. Così, per evitare di abbattere alberi per fare una strada e spendere risorse in manutenzione per impedire alla foresta di riprendersela, si preferisce spostare i cliente in barca. D'altronde, è così che fanno gli abitanti in queste zone: usano i fiumi per muoversi velocemente ed evitare le insidie della giungla.

Il tragitto del tour, lungo circa 270km

Non usiamo il barchino lungo e stretto di ieri, ma la barca coperta con cui siamo arrivati due giorni fa. Dopo il breve tratto in acqua ritroviamo il furgoncino lasciato lì l'altro giorno. Non son poche le macchine parcheggiate vicino al molo, molto probabilmente sono degli Iban tornati al loro villaggio lungo il fiume per la festa del raccolto. Pronti per il viaggio di ritorno a Kuching, ci sistemiamo nel van, che in un paio di minuti passa da temperatura infernale a polo nord.

Fuori dai finestrini il paesaggio è piuttosto monotono: fitta giungla interrotta talvolta da coltivazioni di pepe o di palma da olio. I tralicci dell'alta tensione che non ci abbandonano mai collegano, assieme alla strada, i pochi centri abitati della regione. Ogni tanto c'è un incrocio con una laterale minore. A vedere la mappa, queste strade si interrompono tutte dopo pochi chilometri, senza collegamento con altre vie, un po' come gli affluenti di un fiume.

Per la strada, in mezzo al nulla, ci fermiamo in un palazzo con i negozi sotto. Funziona un po' come un autogrill, un'area di sosta per chi si è stancato affrontando il lungo viaggio. È lo stesso posto in cui ci siamo fermati a pranzare due giorni prima, ma oggi pullula di persone. Il movimento è tanto, si stanno muovendo in massa per la festa del raccolto. Oltre alle bettole in cui trovare un piatto caldo, ci sono anche piccoli negozi di generi alimentari, fast food a base di riso e qualche negozio di prodotti artigianali.

Compriamo un tuntun in legno di belian, usato dagli Iban per misurare e segnare le troppole a terra. È ancora presto per il pranzo, così ci mettiamo in marcia. Facciamo tappa in una piantagione di pepe. Il governo malesiano concede agli abitanti delle zone rurali di utilizzare liberamente la terra per coltivare. Così, anche chi non ha proprietà terriere, può coltivare cibo per il sostentamneto della famiglia e magari anche qualcosa per la vendita. Nessuno strappa alla natura più spazio di quanto non riesca a lavorare con la forza delle proprie mani. Quando un terreno viene abbandonato, o qualcun altro se ne appropria oppure la foresta se lo riprende nel giro di qualche mese.

Pianta e bacche di pepe

L'equilibrio tra uomo e natura esiste ancora in queste zone, Oltra al cibo per il sostentamento, si usa anche coltivare il pepe, che viene venduto per comprare tutto quello che non si può trovare nell'orticello. Il governo garantisce di comprare ad un prezzo equo tutto il pepe prodotto dai contadini. Dopo il raccolto, questi coltivatori lo mettono ad essicare, non prima di aver scartato le parti meno nobili con l'aiuto di uno strumento semplice ma ingegnoso a forma di fusillo.

Oltre al pepe, in questo piccolo appezzamento sono coltivati anche il cacao, alcuni ortaggi e delle lunghe zucche usate per fare le spugne.

la luffa, una specie di zucca usata per fare spugne

Un forte trambusto di uccelli richiama la nostra attenzione: sono rondini e sembrano essere nascoste dentro un edificio. Massimiliano ci spiega che sono allevate dentro una specie di capannone, al buio, per simulare una grotta. Verranno poi messe in libertà dentro una grotta vera. Il motivo? Questi uccelli costruiranno pazientemente un nido sulle pareti di roccia, utilizzando la propria saliva. I nidi verranno quindi raccolti da questi "allevatori". Sono infatti considerati una prelibatezza, da mettere nella zuppa. E non sto scherzando. Di solito non mi schifo davanti a niente, ma l'idea di assaporare qualcosa di vomitato da una rondine, per quanto siano carine... ma anche no! Poi magari c'hanno pure cacato dentro... per carità! Poi presumo che per fretta gli allevatori non aspettino che gli inquilini lo abbandonino... tanto lavoro per niente, poracci! Ma gusti son gusti e dicono che la zuppa di nido sia ricca di preziosi sali minerali. Ma un polase no?

La prossima e ultima tappa del tour è in un bel parco fra Serian e Kuching, dove fra torrenti e natura gli abitanti sono soliti trovare sollievo dalle calure costanti. Un esempio di biodiversità concentrata, soprattutto di alberi, perché in poco spazio si possono vedere esempi di specie diversissime. Il più grande, un colossale albero di Shorea faguetiana, supera gli ottanta metri e attorno è stata costruita una struttura di scale (ormai dismessa) per salirci fino in cima. Nel sentiero troviamo una giovane vipera velenosa che sonnecchia. Nelle pozze formate dal torrente, giovani ragazzi si divertono a sguazzare con i vestiti addosso.

parco.jpg

serpente.jpg

I nostri compagni di viaggio, Claudio, Ilaria e Paola, hanno un aereo che li attende per portarli nel Sabah, l'altro stato malesiano nel Borneo. Così Sara ed io ci facciamo lasciare al Semenggoh Nature Reserve per provare a vedere gli oranghi. Gli altri ci salutano e scappano all'aeroporto con Wilson e Massimiliano. Oggi il caldo e l'umidità sono più fastidiosi del solito e questa è proprio l'ora più calda, il primo pomeriggio. Il sentiero nella giungla verrà aperto al pubblico solo fra un'ora. Entriamo comunque nel parco, nell'attesa che arrivi il ranger che ci accompagnerà all'interno, per cercare una bibita fresca al baracchino. Ma una guardia ci fa segno di nascodere la bottiglia d'acqua ce ho in mano, perché le scimmie potrebbero attacamermi per prenderlo. Non ce n'eravamo accorti, ma gli oranghi sono proprio sopra di noi!

oranghi-a-terra.jpg

Non avremmo mai pensato di essere così fortunati! Questi uomini della foresta (è questo il significato della parola Orang Hutan) si stanno sollazzando appesi ai rami dei grandi alberi sopra di noi, attratti probabilmente dall'idea di un po' di frutta fresca. Mi sembra incredibile che si siano spinti ad arrivare praticamente in parcheggio! Se ne stanno lì pacifici, mentre Sara ed io li guardiamo dal basso con le bocche spalancate dallo stupore, cercando di scattare qualche foto.

orango-e-cocco.jpg

Quando un ranger tira fuori qualche cocco, i primati si muovono verso di lui passando di ramo in ramo. Oltre ai due sopra di noi, arrivano anche una madre cpm il figlio abbracciato, per farsi una scorpacciata di frutta fresca. Dopo un po' uno scende addirittura a terra, camminando fra di noi, seguito da un altro più piccolo con le mani appoggiate sulle sue spalle. Lo stupore e la meraviglia sono altissime, non possiamo essere più felici.

orango-con-giovane.jpg

I due si dirigono sotto un grande gazebo (ad uso umano, di solito) e si arrampicano sul tetto. Il piccolo stacca per gioco qualche pezzo di isolante dal tetto, mentre la madre sgranocchia della frutta, buttandola sulla testa dei passanti. Sta per cominciare il giro guidato, ma avendoci già partecipato due giorni prima ed essendo in arrivo un grosso temporale, decidiamo di uscire dal parco, tanto ormai Wilson dovrebbe essere di ritorno dall'aeroporto.

orango-cucciolo.jpg

Quando arriva stanno per cadere le prime gocce. Con lui c'è anche la moglie e facciamo un salto a casa di Massimiliano per salutarlo, visto che domani lasceremo il Borneo. Dopo il ritorno all'albergo a Kuching, andiamo a mangiare al Top Spot, che già avevamo conosciuto il mercoledì sera. Scorpacciata di pesce e passeggiata sul lungofiume, dove piccoli gruppi musicali suonano sotto ai lampioni. Ci fermiamo ammaliati da tre ragazzini che cantano e suonano unplugged in lingua locale. La musica è romantica e rilassante, dietro di loro il fiume e il parlamento egregiamente illuminato. Ma bisogna andare a letto presto: la sveglia è fissata per le due e mezza!

Ti è piaciuto l'articolo? Condividilo! Commentalo!

comments powered by Disqus