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Compleanno a Kuala Lumpur

Inizia qui il diario di viaggio, che ho iniziato a scrivere il giorno stesso ed ho continuato a riempire per tutta la durata del viaggio. Non tutto è stato scritto il giorno stesso, ma ho cercato di tenerlo aggiornato il più possibile.

27 Maggio

Dopo il lungo viaggio con Qatar Airlines da Venezia a Kuala Lumpur passando per Doha, ci ritroviamo finalmente in Malesia. Qui son circa le due e mezza di pomeriggio e stiamo raggiungendo l'hotel in centro con il teksi che è venuto a prenderci in aeroporto. Per la prima volta scopriamo cosa si prova a vedere un tizio fuori dall'aeroporto con un cartello con scritto il nostro nome. Ad esser precisi non è un tizio, ma una ragazza scura e minuta, che dopo averci accompagnati all'uscita ci lascia nelle mani del tassista.

In tre quarti d'ora arriviamo all'hotel Melia nel centro della città, vicino al quartiere commerciale. Ci attende, assieme alla lettera di benvenuto, un'ottima torta al cioccolato con scritto "Happy honeymoon".

La torta di benvenuto

Tempo di sistemare le valige e siamo già in cammino nella via dello shopping. I negozi sono sempre gli stessi che si trovano in tutte le città del mondo: dagli stilisti italiani all'immancabile Sephora, dai gioielli agli orologi, con qualche fast food americano in mezzo. Come se ne mancassero, grandi centri commerciali multipiano ospitano altre boutique d'alta moda e ristorantini di qualsiasi nazionalità.

Senza rendercene conto, dal centro commerciale Pavilion ci ritroviamo in un passaggio pedonale sopraelevato, con tanto di aria condizionata. È parecchio lungo e notiamo le indicazioni per le Petronas Towers. Infatti, dopo qualche minuto di passeggiata al fresco fra le pubblicità di Toyota sconoscite, arriviamo alle due torri che furono le più alte del mondo. Qualche foto, immancabili visto il e posto, e iniziamo a sudare alla grande.

Sara ed io davanti alle torri Petronas

L'elevata umidità rende insopportabile il caldo pomeridiano. Nonostante tutto, numerose persone stanno correndo in un circuito di pavimento ammortizzato intorno al parco davanti alle torri. Fra gli alberi e i grattacieli uno specchio d'acqua rinfresca il paesaggio con alti zampilli d'acqua che creano giochi geometrici.

Fontane davanti alle torri

Entriamo nelle torri e cerchiamo il modo di salire. C'è il tour per i turisti per visitare il piano più alto e il ponte del quarantesimo, ma ci informano che tutti i biglietti sono soldout. Anche per il giorno successivo. Niente da fare. Ad un tratto Sara mi fa "È entrato un uccellino". Siamo nell'atrio all'ingresso delle torri, ma comunque al chiuso. Il movimento del volatile è sospetto. Infatti, avvicinandomi, mi rendo conto di quello che è veramente: una farfalla, veramente molto grande, di colore grigio scuro e bianco e dall'aspetto piuttosto spigoloso. Sembriamo gli unici a farci caso, probabilmente perché è cosa normale una farfalla da chilo nella lobby di un grattacielo.

Usciamo e ci infiliamo in un teksi per farci portare nella zona vecchia della città, ma il tassista ci avverte subito che, causa l'ora di punta, ci vogliono almeno quaranta minuti per arrivare a destinazione. Ma anche no. Così lo ringraziamo e ci incamminiamo nella speranza di arrivarci con le nostre forze.

Bambini in divisa

Ma la fame è ormai notevole e la pancia ci porta a mangiare in un posticino che non fa proprio cucina locale: Tom, Dick & Harry's che ci ha ispirato subito per le deep fried wings e la chili pie. Entrambi deliziosi. Da bere? Hougarden. Non sarà cucina malese, ma è nello spirito del luogo, visto che nei dintorni ci sono solo ristoranti con specialità occidentali. Usciamo soddisfatti e... rischiando di farci tirar sotto ad un semaforo assieme ad una ragazza del posto, ci infiliamo nel trenino su monorotaia. È un treno di poche carrozze, che fa avanti e indietro su una rotaia a qualche metro sopra la testa dei passanti, muovendosi fra i palazzi. Lì ci imbattiamo in una coppia di italiani, con cui facciamo due chiacchere. Anche loro sono neosposini e faranno il giro della Malesia peninsulare. Poi attacca bottone anche uno studente arabo, che ci racconta la storia della sua vita finché non arriva alla sua fermata. Ma la stanchezza si fa sentire, così, invece di scendere alla vecchia stazione per vedere la zona storica, rimaniamo nel trenino, che al capolina fa dietrofront portandoci direttamente davanti al nostro hotel. Per oggi la giornata è finita. È stato decisamente un compleanno particolare.

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