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Benvenuti nel Sarawak

28 Maggio

Oggi sveglia presto, perché lasciamo Kuala Lumpur e il continente per andare nel Borneo. Così ci alziamo alle 6:00. Sistemiamo le valige e facciamo colazione in velocità. È un peccato, visto il ben di dio che si trova a buffet: oltre alla tipica colazione internazionale, anche brioche appena sfornate e soprattutto grande scelta di cucina asiatica. Ma non siamo ancora nel mood giusto per provare gli spaghetti fritti di prima mattina.

Alle sette precise il tassista è pronto che ci aspetta per andare all'aeroporto, dove arriviamo circa quaranta minuti dopo. Un po' di fastidio appena arrivati perché il volo per Kuching non ha ancora uno sportello per il bagdrop assegnato. Ma basta chiedere e ce lo indicano subito. Così ci facciamo una lunga passeggiata al gate A11, probabilmente il più distante in assoluto, dovec gli unici bianchi in attesa dell'aereo siamo noi due, una famiglia spagnola e una coppia, che poi scopriremo essere italiana.

L'aereo del volo MH2564 è un po' trasandato, piccolino, ma le hostess sono particolarmente carine. Dormiamo entrambi tutto il viaggio, che dura meno di due ore, svegliati solo dal panino con sfilacci di pollo e cetrioli. Il gusto... dubbioso.

Arrivati al Kuching International Airport troviamo il nostro autista con in mano il solito cartello con il mio nome, che ci accompagna al suo pulmino, dove scoprtiamo che la coppia di italiani in aereo ci accompagnerà per i prossimi giorni. Anche loro, infatti, sono iscritti al nostro stesso tour "Il meglio del Sarawak". Il Sarawak è uno degli stati che fanno parte della federazione della Malesia. Ha circa duemilioni e mezzo di abitanti, molti dei quali vivono nella capitale Kuching.

Fiume Sarawak

Arriviamo all'Hilton nella capitale, albergo grandissimo e uno dei pochi nella regione. La città è più grande di quanto immaginassi, con larghe strade, grossi centri commergiciali e tutto quello che normalmente si può trovare in un grosso capoluogo di regione italiano. Ma di alberghi, pochi.

Dopo una breve pausa ci facciamo trovare in reception, dove la nostra guida Massimiliano ci aspetta assieme a Claudio e Ilaria, la giovane coppia conosciuta prima, un'altra meno giovane coppia di cui uno assomiglia a Covelli di Vacanze di Natale e una signora che viaggia in solitaria, Paola. Questi sono i nostri compagni di viaggio, almeno per oggi.

Si va tutti a visitare l'edificio più antico della città, costruito nell'antico

  1. Praticamente l'altro ieri. Daltronde, prima dell'avvento dell'aria condizionata, qui le costruzioni venivano fatte in legno, che fra caldo e umidità non ha vita facile. L'edificio è un tempio buddista fatto in tipico stile cinese, con tutto quello che ci si può aspettare, dalla coppia di leoni all'ingresso alle colonne di pietra minuziosamente lavorata, ai vari dragoni e bestie varie. Addirittura, in una vasca, grosse tartarughe vive con il carapace dipinto in oro o rosso. Molto particolare la grossa cassaforte con fessurina in alto per infilarci le offerte.

Hong San Si Temple

Si ripiglia tutti il teksi per andare al museo di Kuching allestito all'interno di un palazzo dell'epoca dei Rajah bianchi, cioè la famiglia di origini inglesi che ha regnato nel Sarawak dopo che il Sultano dei Brunei lo donò all'avventuriero James Brooke nel 1842. Nel museo ascoltiamo la guida Max che ci spiega la storia e le usanze del popolo Iban, conosciuto come "i tagliatori di test" che lui conosce molto bene, avendone sposata una. È l'etnia più diffusa nel Sarawak, con la sua particolare lingua e tradizioni ancora molto sentite. Sono chiamati headhunters per l'usanza che avevano di tagliare le teste ai nemici uccisi in battaglia, per portarle a casa come trofeo.

Giardini del Sarawak Museum

Dietro il museo visitiamo i bellissimi giardini in stile inglese, ma con piante sicuramente più esotiche del solito. Grandi alberi di hibiscus di varie razze e profumatissimi frangipane incorniciano questo bel palazzo in stile coloniale, fra le poche cose storiche rimaste in questa grande città.

Ci dirigiamo quindi sul lungofiume per vedere il tribunale, fatto costruire nel 1883 da Charles Brooke, il secondo Rajah bianco. È fatto in belian, un legno durissimo chiamato anche legno-ferro. Dall'altra parte del fiume si vede l'Astana, attualmente residenza del governatore del Sarawak, ma originariamente costruita da Charles Brooke come dono per la moglie.

Tribunale

Finiamo la serata camminando lungo il fiume per arrivare in un ristorante molto particolare. Diciamo che non è proprio un ristorante: è piuttosto una piazzza, completamente coperta, in cui si trovano varie bancarelle dove si può ordinare pesce fresco, freschissimo, ancora vivo in certi casi. Te lo cucinano e te lo portano al tavolo. Decine di tavoli tondi di plastica con sedie coloratissime riempiono la piazza, per ospitare i clienti affamati. Gamberi e gamberoni di fiume, calamari fritti, razza, omelette con ostriche, pollo... tutto accompagnato da riso fino di collina e verdure equatoriali in quantità. 55 riggit a testa, circa 13 euro. Pancia superpiena!

Veloce passeggiata sul lungofiume dopo aver accompagnato gli altri due novelli sposi a farsi un tatuaggio da Ernesto Kalum, che nonostante l'ora ha aperto la porticina del laboratorio. Dopo aver ripristinato acqua e sali in corpo con un bicchierone di 100 Plus, ci buttiamo, finiti, nel letto.

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