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Il mio estremo oriente

Terminal 2

Eh sì, ho intitolato questo post" Il mio estremo oriente" perché proprio ora, il 21 Aprile 2013, 6:21 orario locale (mezzanotte e ventuno italiana), mi trovo nel punto più a est in cui sia mai stato. Sono al terminal 2 dell'aeroporto internazionale di Pudong e guardo aerei e navi passare dalla grande vetrata. Probabilmente passerà molto tempo prima di superare questo mio record personale.

Quello che vedo è l'oceano Pacifico, che non è abbastanza vicino per vederne le onde, ma quanto basta per seguire le imbarcazioni che lo attraversano. Ad essere onesto, mi viene un po' di malinconia guardando queste grandi navi commerciali percorrere lentamente la loro rotta. Questi giorni in Cina sono stati eccitanti, stancanti e non manca la voglia di tornare in Italia. Ma... non lo so, se a di là non ci fosse nessuno ad aspettarmi, qualche giorno in più lo farei volentieri.


Decollo da Shanghai

Eccoci, appena decollati, a 4500 miglia e nove ore da Dubai, dove ho lo scalo. È definitivo, ho staccato i piedi dal suolo cinese, ma visto la rotta che facciamo, credo che rimarremo in zona aerea PRC per almeno un paio d'ore. Ciao Shanghai, alla prossima. Dovremmo aver raggiunto l'altezza di crocera, segna 30099 piedi e credo che ora mi conciderò un bel pisolino, visto che questa notte ho dormito solo un'ora. È la prima volta che mi capita di tenere il fuso orario italiano in testa, solitamente il giorno dopo l'arrivo sono già sincronizzato, ma questa settimana non c'è stato verso: a parte la prima sera, non mi sono mai addormentato prima delle tre. E oggi, svegliarsi alle quattro, è stata dura. Quindi, ora chiudo il portatile e provo a dormire, dovrei farcela visto che mi si stanno chiudendo gli occhi! Poi quando mi sveglio dovrò fare il resoconto di ieri, prima di dimenticarmi tutto. Scherzo, questi giorni saranno indimenticabili!


Al gate B28 ad aspettare il treno per Venezia. Credevo di tornare in Italia e trovare almeno il nuovo Capo dello Stato, visto per il nuovo Governo ho perso le speranze. Ma invece leggo sui giornali che ci teniamo quello vecchio. Vecchio in tutti i sensi. Come predisse Porrazzo, il mio professore di storia al Liceo, alla fine il Partito Democratico ha perso anche la D, ed è definitivamente PARTITO.

Sabato 20 Aprile

È la giornata per la stampa, come scrivevo nel post di ieri. Quindi sveglia presto, perché oggi devo essere lì quando aprono, alle nove. Mannaggia se piove! Credevo di aver sognato la pioggia, invece cadeva veramente... e che freddo! Oggi vestito elegante, ma niente cravatta, non esageriamo. Scendo a prendere il taxi e trovo altre due persone che lo aspettano per andare all'expo. 18 Yuan in tutto per questo viaggio. Ma vaffanculo, diviso per tre, sono 75 cents di euro a testa, che barboni!

Stand Maserati

Piove, piove, piove, ormai ho perso le speranze di fare un po' di foto alla Oriental Pearl Tower, credo che pioverà fino alla mia partenza. Faccio colazione da Maserati, finalmente un vero espresso italiano con delle buone pastine. Questo è il terzo salone che mi faccio in quattro mesi, così, complice la pioggia, decido di non visitarlo. Infatti, a differenza degli altri due in cui sono stato, questo ha tanti piccoli padiglioni e per passare dall'uno all'altro bisogna uscire ed esporsi alle intemperie. Chissene. Tanto l'attenzione questa mattina è qui: presenteranno la nuova Maserati Ghibli. Arrivano i giornalisti del TG1, che fanno il servizio e intervistano Harald Wester, l'amministratore delegato, che ha presentato la nuova auto. Poi entrano nell'ufficio per lo staff, dove ci sono anch'io, e così, mentre preparano l'articolo, facciamo amicizia.

Poi in tranquillata, mi metto a scrivere il post di ieri. Ogni tanto esco dall'ufficio per vedere chi gira e noto che nel salottino del nostro stand c'è un tipo cinese che fa scontrini con un POS portatile, dove dei ragazzi che sembrano più giovani di me strisciano le loro carte di credito. Boh... non mi risulta che caffè e brioche qui si paghino. Poi mi dicono che stava vendendo Quattroporte. Esatto, non Quattruote, il giornale, ma la Maserati Quattroporte. Questi giovani cinesi arrivavano, si siedono sul divanetto, e con nonchalance si portano a casa un'auto da centomila euro pagandola con il POS. Non mi sembrava che funzionasse così il comunismo.

Pausa, è arrivato il momento dell'imbarco. E ora verso Venezia!

Alla fine mi sono liberato verso le tre e mezza, ho salutato le ragazze di Maserati con cui ho lavorato in questi tre saloni dell'auto, augurandoci di rivederci ancora nel prossimo, a Francoforte. Speriamo... magari pensiamo ad un nuovo progetto. Lascio anche il pass, quindi è definitivo: il mio lavoro qui è finito. Ho ancora il pomeriggio libero, che posso sfruttare per visitare la città. Allora, assieme a Martina, l'architetto che ha seguito il progetto dello stand, esco a prendere un ombrello grande per avviarci verso il centro. Smette di piovere. Non abbiamo nemmeno avuto il tempo di aprire l'ombrello!

Prendiamo la metro e andiamo a Lujazui, dove sono stato la sera prima. Ora ho con me la fotocamera, così posso fare qualche scatto nella zona più moderna e tecnologica della città.

Sotto Oriental Pearl Tower

Così ci facciamo il giro dell'anello pedonabile sospeso, da cui ci possono ammirare tutti i più grandi e moderni palazzi del distretto economico della città. Fa impressione come questi siluri di vetro e cemento si stagliano contro il cielo. E ce ne sono pure in costruzione, segno dell'avanzata economica del paese. Ci affacciamo sul fiume Huangpu, anche lì qualche scatto, e poi ci avviamo verso la subway, in cui prendiamo il treno verso Yuyuan, perché Martina vuole compare dei souvenir e le ho consigliato di passare di la, essendo la zona molto ben fornita di negozi caratteristici. Per caratteristici, in una città come questa, intendo quelle chincaglierie molto kitch, che come quelli delle altre città turistiche del mondo, sono rigorosamenti fatti in Cina. Ma qui siamo in Cina! Le faccio fare il giretto attorno al laghetto e poi ci salutiamo: lei dorme da questa parte del fiume, io dall'altra. Così Martina prende il taxi e io mi metto a vagare un po'.

Mi era rimasta la voglia di affacciarmi a Pudong, guardandola dall'altra parte dello Huangpu. Così colgo l'occasione (Yuyuan è nel versante ovest) e mi avvio a piedi verso la riva. Questi sono gli ultimi minuti che passo nel centro. Entro in un minimarket e mi prendo una bottiglia di tè. Dopo un quarto d'ora finalmente arrivo sul fiume, dove trovo un bel camminamento fatto apposta per ammirare la riva di Pudong. Ed effettivamente questa è proprio una bella vista: da qui è visibile la tipica skyline di Pudong. Ultimo scatto, pronto per salutare questa bella città.

Ciao Shanghai!

Poi prendo il taxi e mi faccio portare in albergo. Ormai riesco a spiegarmi in cinese, dicendo il nome delle due strade che si incrociano vicino all'hotel. La mia pronuncia non è perfetta, ma il tassista capisce subito e parte alla grande. Che strade! Tutte larghissime e molto scorrevoli, c'è pure l'autrostrada, ma non dobbiamo fare molti chilometri. Così scendo, lo ringrazio *Sciésciè" e salgo in camera. Faccio la valigia e mi metto a dormire, con scarsi risultati. Così alla fine mi addormento alle tre, per poi svegliarmi alle quattro. E qui inizia il viaggio di ritorno, che si concluderà alle 20:00 di questa sera.

Ora sono nell'aereo Dubai-Venezia e credo proprio che mi vedrò un bel film, dato che gli occhi son troppo stanchi per leggere.

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